Tutte le sigle presenti hanno ribadito la consapevolezza di una riforma imperfetta ma che con la prevista proroga di un anno, come inizialmente dichiarato della stessa sottosegretaria in audizione, poteva trovare le opportune modifiche e soluzioni alle criticità persistenti, avviando di conseguenza il percorso virtuoso verso il riconoscimento dei diritti di base e delle tutele assicurative e previdenziali per tutti i lavoratori dello sport.
Le sigle sindacali partecipanti hanno condiviso la necessità improrogabile di ristabilire un termine per la piena applicazione della riforma all'interno dei tempi della attuale legislatura, senza il quale verrebbe meno ogni possibilità di confronto sui temi ivi contenuti, rendendo di fatto nullo un intervento legislativo che doveva rappresentare, dopo lunghi mesi di riunioni e lavoro di due governi, un sostanziale cambio di passo per tutto il settore.
Chi ha gettato il pallone in tribuna lo riprenda e lo rimetta al centro del campo. Solo con proposte concrete e un confronto sui contenuti anche con le organizzazioni di rappresentanza del settore si può dare un futuro allo sport italiano che, dopo la pandemia, ha assoluta necessità di essere ridisegnato e rilanciato, cominciando dai diritti di chi ci lavora.
(fonte AIC)